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I Fratelli Musulmani: Storia, ideologia e declino di un movimento globale

I Fratelli Musulmani, noti anche come Fratellanza Musulmana (in arabo al-Iwān al-Muslimūn, letteralmente i Fratelli), è una delle più importanti e influenti organizzazioni islamiste a livello internazionale, caratterizzata da un approccio prettamente politico all’Islam.

Il movimento fu fondato nel 1928 in Egitto da Ḥasan al-Bannāʾ, un insegnante egiziano. La nascita dei Fratelli Musulmani si inserì in un quadro di risveglio culturale e religioso che, nei primi decenni del XX secolo, reagiva all’occidentalizzazione della società islamica. L’intento iniziale era quello di promuovere il riscatto e la dignità dei lavoratori arabo-egiziani nell’area del Canale di Suez, seguendo l’etica e la concezione civica proposte dall’Islam e promuovendo l’altruismo e la solidarietà.

Non possiamo però parlare dei Fratelli senza fare una specifica: non si tratta di un partito unico ma di una serie di partiti, così come non possiamo dire che sia un’organizzazione ma una serie di organizzazioni sociali benefiche e culturali, all’interno del quale ci sono anche gruppi di matrice terroristica.

L’ideologia del neonato movimento si proponeva lo stesso obiettivo di quella che è stata la Democrazia Cristiana: mirava a modernizzare il proprio credo religioso e adattarlo alla vita politica, ma con la differenza fondamentale di non volere modernizzare l’Islam bensì islamizzare la modernità, la quale dovrà essere regolata dalla sharia.

Il motto dell’organizzazione recita: “Dio è il nostro obiettivo. Il Profeta è il nostro capo. Il Corano è la nostra legge. Il jihād è la nostra via. Morire nella via di Dio è la nostra suprema speranza”. Il concetto di jihād è inteso come “doveroso impegno”.

Sono posizionati sullo spettro politico sulla destra/destra estrema.

Si oppongono dunque alla secolarizzazione delle nazioni islamiche, in favore di un’osservanza più fedele ai precetti coranici e mirano ad unire le nazioni arabo islamiche liberandole dagli imperialismi stranieri. Tra le varie figure spicca quella di Sayyid Quṭb, impiccato nel 1966 e considerato uno dei maggiori ideologi dell’islamismo politico che scrisse “Pietre miliari”, il manifesto del movimento

Il movimento crebbe rapidamente fino a diventare un soggetto politico di ampio seguito. I Fratelli Musulmani promuovevano un Islam che coniugasse tradizione e modernità e giocarono un ruolo preminente nel movimento nazionalista egiziano.

Nonostante un periodo di notevole tensione politica culminato nel 1949 con l’assassinio del primo ministro Mahmud al-Nuqrashi Pascià, il movimento si allontanò ufficialmente dalla violenza politica.

Nel 1952, i Fratelli Musulmani, guidati da Quṭb, collaborarono con il Movimento degli Ufficiali Liberi di Gamāl ʿAbd al-Nāser nel colpo di Stato contro Re Faruk, sostenuto dai britannici. Il Movimento degli Ufficiali Liberi era un gruppo nazionalista di giovani egiziani che volevano il rovesciamento della monarchia e la nascita della repubblica egiziana.

Nonostante la collaborazione iniziale, Gamāl ʿAbd al-Nāser, orientato verso un progetto nazionalista e socialista, sciolse l’associazione e avviò una dura repressione contro i Fratelli Musulmani. Nasser fece arrestare, torturare e giustiziare un numero imprecisato di militanti. Fu nella seconda ondata repressiva, a metà degli anni ’60, che avvenne l’impiccagione di Sayyid Quṭb e di altri dirigenti.

Dopo il 1969, i Fratelli Musulmani iniziarono a prendere le distanze dalle posizioni più radicali di Quṭb.

Da quel momento, al-Sīsī ha lanciato una rinnovata campagna repressiva, attraverso arresti arbitrari, torture ed esecuzioni di massa, per stroncare ogni forma di dissenso. Il premier Hazem al-Beblawi propose lo scioglimento del gruppo, che fu ufficializzato nel dicembre 2013.

Attualmente, i Fratelli Musulmani sono stati dichiarati fuorilegge e sono considerati un’organizzazione terroristica dai governi di numerosi Paesi, tra cui Egitto, Bahrain, Russia, Siria, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Tagikistan, Giordania e Uzbekistan.

Nei primi mesi del 2014, circa 1200 sostenitori e dirigenti furono condannati a morte.

Ad oggi la sede è situata al Cairo.

A livello globale, il movimento si manifesta attraverso diverse formazioni politiche nazionali. Tra queste sono riconducibili ai Fratelli Musulmani il Partito della Giustizia e dello Sviluppo in Marocco e Libia, il Movimento della Rinascita in Tunisia, e il Partito Libertà e Giustizia in Egitto. L’influenza della Fratellanza si estende anche ad attori militanti come Hamas, l’organizzazione palestinese descritta come una sua emanazione o estensione, sebbene Hamas fosse riferibile alla Fratellanza solo fino al 2017.

A sostenere questa vasta rete vi sono importanti alleanze e fonti di finanziamento. I Fratelli Musulmani godono di cospicui finanziamenti e di protezione, più o meno esplicita, dai governi di Turchia e Qatar. In Turchia, il partito dominante, il Partito della Giustizia e dello Sviluppo (AKP) di Erdoğan, funge da base ideologica per il movimento.

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