Un progetto creativo e interdisciplinare
Matite colorate, fogli sparsi, dibattiti e confronti animati tra i ragazzi: lo studio e la lettura della Fattoria degli Animali di George Orwell, pungente allegoria del potere e delle sue derive, ha ispirato un originale progetto interdisciplinare che ha trasformato gli studenti della classe 3 A in piccoli autori, illustratori e narratori.
Il compito era ambizioso: realizzare un grande fumetto illustrato che raccontasse, capitolo dopo capitolo, le vicende della fattoria immaginata da Orwell. Un lavoro che unisce letteratura, arte, scrittura creativa e lavoro di squadra, dando spazio all’espressività personale e alla riflessione collettiva.

La classe è stata divisa in cinque gruppi, ciascuno con l’obiettivo di rappresentare una parte chiave della trama:
- Gruppo A: L’inizio della rivoluzione e la nascita dei Sette Comandamenti.
- Gruppo B: Il confronto sempre più teso tra Napoleone e Palla di Neve.
- Gruppo C: L’esilio di Palla di Neve e la presa di potere di Napoleone.
- Gruppo D: Il sacrificio degli animali, il sogno del mulino e la tragica sorte di Gondrano.
- Gruppo E: La corruzione finale e l’inquietante somiglianza tra maiali e uomini.
Ogni gruppo ha ideato un cartellone composto da quattro vignette: illustrazioni vivaci, curate nei dettagli, accompagnate da dialoghi sintetici e titoli evocativi. Per realizzarli, gli studenti hanno assunto ruoli diversi ma collaborativi: lo scrittore per i testi, lo storyboard artist per le bozze, l’illustratore per i disegni definitivi e il coordinatore per tenere insieme tutto il lavoro.
Guidati dalla professoressa di Italiano e dal professore di Arte, i ragazzi hanno trasformato le pagine del romanzo in immagini forti, capaci di raccontare – con colori, espressioni e parole – temi profondi come la libertà, il potere, la giustizia e la manipolazione.
Alla fine, i cartelloni sono stati uniti in un’unica sequenza narrativa: un grande fumetto collettivo, che non è solo il frutto di un’attività scolastica, ma una vera e propria esperienza educativa. Perché, nel reinterpretare una storia del passato, i nostri studenti hanno imparato a leggerla con gli occhi del presente. E, disegno dopo disegno, hanno scoperto che la creatività è uno strumento potente per comprendere il mondo.




